MAURIZIO LUERTI
  v. Antica, 10
  Bruno (Asti)
  Italy
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Ti conosco appena

Di nuovo questo sogno: mi trovo nel cortile di casa della mia infanzia, dove ho vissuto per tanti anni con i miei genitori, e dove ora sono tornato a vivere con la mia famiglia. Da fuori, appoggio i gomiti al davanzale di una finestra e mi sporgo per osservare l'interno della casa. Con stupore m'accorgo che la finestra s'affaccia sul cortile dei vicini, non c'è più un dentro, non c'è soffitto né pareti. S'avvicinano alcune persone molto gioviali che mi salutano ed io ricambio cortesemente. Sono felice e sorrido loro con entusiasmo. D'un tratto mi sento chiamare alle spalle e, voltandomi, mi trovo a capo di una lunghissima tavola imbandita, gremita di numerosi commensali in festa. All'altro capo del tavolo c'è mio padre, in piedi, indossa ancora l'abito del suo funerale, mi guarda e sorride. Mi chiama e, nel dialetto che si usa dalle mie parti, dice: "ehi, te ve a fà l'araldo?".

Joseph Campbell, nelle sue "Riflessioni sull'arte di vivere", a proposito della figura dell'eroe, scrive: "L'araldo o l'annunciatore dell'avventura è spesso oscuro, ripugnante o terrificante, dal mondo giudicato malvagio; eppure, se si potesse seguirlo, una strada si dischiuderebbe entro le mura del giorno fino al luogo buio dove risplende il gioiello".

Ho lasciato che la mia mano disegnasse di getto le forme che ora realizzo, senza alcuna mediazione di pensiero, trasponendo le figure che sono affiorate immediatamente dal mio inconscio come rappresentazioni del lato ombra, attraverso cui intravedo un mondo di possibilità ancora ignoto. Osservo le mie opere scure e scabre, impreziosite con inserti luminosi e non posso far altro che ripensare a quel sogno, recitando dentro di me: "Maurizio, ti conosco appena".