In virtù del nostro sentire, attraverso il percorso spirituale, l’esperienza, il lavoro artistico che permea tutta la nostra vita, gli studi, le letture ed ancora attraverso le vicissitudini, gli ostacoli, la sofferenza ma anche le gioie, i riconoscimenti, le amicizie e gli amori, noi affermiamo che:
La relazione è trasformazione.
Le diversità si manifestano in quanto in relazione le une con le altre. Soltanto dal confronto scaturisce il movimento e di conseguenza la trasformazione. La forma iniziale di un processo si modifica in una forma finale che la contempla in uno sviluppo organico: la trasformazione è metamorfosi. D’altro canto essa realizza le diversità poiché stabilisce relazioni tra le nuove forme che si sono create nel tempo.
La relazione è energia.
Durante questo processo dinamico avviene uno scambio energetico. Il lavoro termodinamico è energia, ma lo sono altrettanto il pensiero, la parola ed il sogno. L’atto contemplativo e la meditazione sono energia. L’operazione di osservare è relazione ed energia: non esiste l’osservatore assoluto che osserva l’oggetto natura, ma il ricercatore è nella natura, così come la natura è nel ricercatore. Nell’atto di conoscere, avviene la trasformazione, conseguenza dell’interazione che si stabilisce tra essi.
La relazione è valore.
La trasformazione per sua stessa natura, sviluppa contenuti che sono gli effetti delle diversità trasformanti, ma anche la causa della continuità del processo. Ogni evento è in relazione con gli altri, sia presenti che passati o futuri. La comprensione di questo meccanismo, comporta nell’essere umano la consapevolezza della totale responsabilità della propria esistenza. Questa consapevolezza è valore.
Preso atto di quanto enunciato, stabiliamo in questi sette punti il Manifesto del Neo–Relazionismo:
1.
Tutto è relazione,
l’esistenza è relazione, l’uomo esiste in quanto relazionante.
2.
L’arte è intuizione dell’interrelazione che pervade l’Universo,
è metamorfosi, perché trasforma una forma in un’altra. L’opera d’arte è la realizzazione di uno stato transitorio, è contemporaneamente effetto di un processo e causa di un altro. La trasformazione continua attraverso la contemplazione da parte dell’osservatore ed innesca in lui un processo di elaborazione dei contenuti. L’opera d’arte è una chiave che permette di sintonizzare la propria vibrazione armonica con quella del Tutto. Traghettando l’individuo che la osserva nel mondo delle proprie intuizioni ed emozioni più intime, l’opera si relaziona con il fruitore in modo unico.
3.
L’artista ha il dono di sentire,
elaborare e trasformare i segni dell’Universo. Egli sa ricordare, lasciando che immagini e simboli, provenienti dai propri livelli di coscienza, affiorino; li accoglie, li elabora e li integra, attende che emergano naturalmente in superficie e li offre agli altri. Egli, tramite la qualità e l’intensità della sua opera, non solo crea un’opportunità di crescita per elevare se stesso, ma riesce anche ad innalzare coloro che entrano in risonanza con la vibrazione irradiata dalla sua arte.
4.
L’artista si pone al servizio dell’ Umanità
attraverso l’arte. Riconosce il proprio dono con umiltà e lavora con obiettivi sempre molto elevati e puri, cioè costantemente focalizzati sull’amore incondizionato per la Natura, l’Universo e l’Umanità intera.
5.
L’artista è sempre animato da un grande spirito di ricerca,
supportato dall’esperienza diretta. Di conseguenza, egli riconduce nel quotidiano i contenuti mistici, relazionando tra loro Spirito e Materia. Il desiderio di rimettersi costantemente in gioco induce al cambiamento e consente all’artista di approfondire la conoscenza del proprio essere.
6.
L’artista manifesta empatia
nei riguardi dell’ambiente e di tutti gli esseri viventi. Egli percepisce il senso profondo della vita e di conseguenza entra in connessione con gli altri, sentendone e condividendone a fondo le esperienze emozionali.
7.
L’artista sviluppa senso di gratitudine
verso ogni manifestazione dell’Universo. Accoglie l’esperienza spogliandone il contenuto da qualunque forma di giudizio ed assaporandone quindi la bellezza nella sua essenza. Egli è perciò consapevole del fatto che ogni situazione comporta un’ evoluzione personale.
In questa data e in questo luogo sottoscriviamo il Manifesto, vessillo del nostro movimento artistico.
Milano, 1 settembre 2009
In Fede
Maurizio Luerti Silvia Pisani